Questo, come tutto quello che faccio, è un tentativo di comunicare quanto io mi senta assurdo e inappropriato in questo mondo. So di essere un fallimento, un'esplosione emotiva piena di ferite, canzoni e selvaggia voglia di vivere. Efraim Medina Reyes
un vento forte elettrizza gli alberi, la tempesta è nell'aria. piccole gemme fremono, sperando nell'ebbrezza di un fulmine improvviso.
(nessuna pretesa letteraria, of course, è solo quello che vedo dalla triste finestra del mio ufficio ;)

stanotte ho sognato la mia asia inerte sull'erba con gli occhi sbarrati. vicino a lei un altro gatto che non ho mai visto, anche quello senza vita. mi sono avvicinata per prenderla in braccio ma sembravo non raggiungerla mai, movimenti lenti ed impastati tipicamente onirici. mi sono svegliata poco dopo, irrequieta e di pessimo umore. tutto di fretta come sempre, poi in ufficio, armata di saluti scontrosi e tè bollente in mano.
mi sono fiondata diretta al mio santuario personale, ci sono rimasta a lungo. molto a lungo. non è lenire il dolore, ma assaporarlo, gustarlo e sentirlo scendere in fondo.

(nei miei silenzi che tu riesci a sentire c'è un bel sorriso per voi. e le vostre parole, ecco, sono un capolavoro)